Dopo che una citadina intera, nella persona di Paul Magnette sindaco di Charleroi si era schierata contro un fototografo, nel caso Giovanni Troilo per il suo reportage "la Ville Noire", a cui era stato assegnato il primo premio nella categoria contemporary issue,
proprio sui vizi e virtu di questa cittadina, il sito di WPP elimina Troilo dall'elenco dei vincitori. La polemica sollevata dal sindaco è sul modo in cui il fotografo ha raccontato i fatti (o pseudo fatti). Ma il fotografo intervistato da Michele Smargiassi, si puo leggere tutta l'intervista su Fotocrazia, risponde che se pur si aspettava delle polemiche certo non credeva fossero di questo tenore, infatti dichiara di essere stato sempre limpido e chiaro anche nelle didascalie associate alle foto. Il punto sembra essere che alcune delle foto di Troilo siano in qualche modo costruite ad arte anche se poi effettivamente raccontano cio che avviene normalmente in alcuni posti di questa citttadina. Come ad esempio in una delle foto, quella nel parcheggio degli scambisti, Triolo ritrae suo cugino. E difatti il sindaco lo accusa di aver realizzato uno storytelling e non un reportage... La domanda che ci viene spontanea allora è: quanto questo tipo di fotografia giornalistica è vera rispetto a quella manipolata digitalmente ossia che differenza esiste tra le due posizioni? E rispetto anche agli esclusi per manipolazione digitale quanto cio è corretto?
Sembra che il comitato del WPP pensi effettivamente che ci sia un problema, infatti passando ora sul sito il nome di Triolo non compare piu tra i fotografi vincitori. Cio ci fa meditare....
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venerdì 6 marzo 2015
mercoledì 18 febbraio 2015
World Press Photo: il dibattito si accende
Dopo le squalifiche del 20% dei fotografi alle fasi finali del concorso di fotografia giornalistica piu famoso al mondo, si accende il dibattito sulle regole introdotte dall'organizzaznie sula questione della manipolazione delle foto. (vedi post precedente)
In una intervista riportata dal NY Times vengono riportate le varie posizioni dei fotografi e dei giurati sulla questione. Molto interessante la posizione di Sean Cayton il quale pensa che la crisi non è del fotogiornalismo in se ma dei concorsi fotografici. Infatti per Cayton non si puo pensare che in un modo ormai sovraaffollato di fotografi (di tutti i tipi) una "manciata" di fotografi sia considerata la migliore al mondo. La quantità di concorrenti (e di concorrenza) spingerà, dice sempre Cayton, il fotografo a trovare il modo di distinguersi per far colpo sulla giuria, anche manipolando l'immagine dandogli per enfatizzare l'immagine e renderla pi appetibile al giurato. Per Cayton ormai tutti sono in grado di fare documentazione ed è dunque tempo di ripensare alla Mission del World Press Photo.
In una intervista riportata dal NY Times vengono riportate le varie posizioni dei fotografi e dei giurati sulla questione. Molto interessante la posizione di Sean Cayton il quale pensa che la crisi non è del fotogiornalismo in se ma dei concorsi fotografici. Infatti per Cayton non si puo pensare che in un modo ormai sovraaffollato di fotografi (di tutti i tipi) una "manciata" di fotografi sia considerata la migliore al mondo. La quantità di concorrenti (e di concorrenza) spingerà, dice sempre Cayton, il fotografo a trovare il modo di distinguersi per far colpo sulla giuria, anche manipolando l'immagine dandogli per enfatizzare l'immagine e renderla pi appetibile al giurato. Per Cayton ormai tutti sono in grado di fare documentazione ed è dunque tempo di ripensare alla Mission del World Press Photo.
venerdì 13 febbraio 2015
Tante squalifiche al World Press Photo
Il Time ci segnala che nella prestigiosa gara tra fotogiornalisti,
Una riflessione che dovrebbe fare tutta la comunità dei fotografi sulla fotografia digitale e se sia o no lecita la manipolazione o fino a che punto. Per il fotogiornalismo esiste anche la questione etica, perchè se sto cercando di raccontare la realtà non dovrei aver bisogno di manipolare le immagini... ma a volte cio che una foto racconta è proprio quello che di suo mette il fotografo con l'enfasi. Un po come fa il giornalista usanto certe parole puttosto che altre.
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| Lars Boering, World Press Photo's new managing director |
il world press photo, molti fotografi finalisti sono stati squalificati per aver manipolato la o le loro immagini. Il Time parla del 20% dei finialisti che sarebbero stati esclusi per una manipolazione trascurata (non ben fatta leggasi evidente). Il concorso fotografico piu famoso al mondo ha negli unltimi anni inserito nel regolamento che il fotografo deve inviare anche il file grezzo (Raw), cosi da permettere alla giuria di verificare la manipolazione effettuata sulla foto finale. La manipolazione per il concorso non è consentita, cioè non si puo modificare l'immagine, ma nonostante le regole ferree alcuni sono riusciti ad arrivare fino alle ultime fasi del concorso. Sono però comunque stati squalificati prima della votazione finale.
Emblematico è il caso della sezione sport: qui i giudici hanno assegnato solo due premi anzichè tre proprio perche hanno preferito non premiare chi aveva manipolato la foto in barba alle regole del concorso. Gli organizzatori si sono stupiti della frequenza con cui vengono "aggiustate" le foto sia per togliere difetti estetici sia per aumentarne l'impatto visivo e quindi secondo i giudici modificare di fatto l'aspetto dell'immagine. Gli organizzatori vogliono aprire comunque un dibattito con la comunità internazionale dei fotogiornalisti per affrontare la questione e trovare delle soluzioni che aiutino ad elevare gli standards.Una riflessione che dovrebbe fare tutta la comunità dei fotografi sulla fotografia digitale e se sia o no lecita la manipolazione o fino a che punto. Per il fotogiornalismo esiste anche la questione etica, perchè se sto cercando di raccontare la realtà non dovrei aver bisogno di manipolare le immagini... ma a volte cio che una foto racconta è proprio quello che di suo mette il fotografo con l'enfasi. Un po come fa il giornalista usanto certe parole puttosto che altre.
giovedì 12 febbraio 2015
World Press Photo: tutte le foto vincitrici

La foto vincitrice assoluta di Mads Nissen non mancherà di suscitare qualche polemica,
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| Jon, 21, and Alex, 25 are a couple. Being lesbian, gay, bisexual or transgender (LGBT) is becoming more and more difficult in Russia. |
Segnaliamo che tra i vincitori quat'anno vi sono ben 10 nomi della fotografia italiana. A riprova della qualità che siamo in grado di produrre in campo fotografico e a dispetto dei media italiani che invece declassano l'immagine giornalistica. Complimenti a tutti.
Qui potete trovare tutte le foto vincitrici.
lunedì 21 maggio 2012
World Press Photo: lo shock è servito!
L'ho vista.
Ne ho ricavato le impressioni che potete evincere dal titolo di questo post.
Una foto dopo l'altra cerca di creare, ogni volta che lo sguardo si sofferma su di essa, uno shock in piu', ma ormai senza piu' successo!
Eh si perche ormai immersi come siamo nel mondo delle immagni e sopratutto di certe immagini - che noto sempre uguali con temi analoghi senza piu uscire dagli schemi di una comunicazione imbrigliata dalla moda estetica di elaborare le foto fino quasi a far perdere l'identita del fotografo e a farti chiedere di chi è l'immagine che hai di fronte: del fotografo o di chi l'ha fotoshoppata? ( se mi permettete il termine) - non riusciamo piu a distinguere la realtà fotografata dalla fotografia creata ad arte.
Infatti ormai alcuni stili fotografici somigliano molto alle fiction o forse quest'ultime molto hanno preso dai fotografi. Ormai tutto si confonde e le foto di un dramma privato, fatte nell'intento di far conoscere cosa sia la realtà della condizione delle persone sottoposte a indagini di polizia, in uno stato dove il concetto di diritto è molto vago, rischiano di essere prese per le foto di scena di un film.
E forse solo un paio di immagni suscitano vero orrore perche la finzione non puo spingersi cosi avanti, non puo' oltrepassare quel limite, non almeno nel nostro comune senso. Perché non vorremmo che l'immaginazione arrivasse a tanto.
E poi veniamo alla foto vincitrice, un chiaro richiamo alle immagini delle "pietà", quanto voluto e quanto casuale quanto giornalisticamente parlando racconta la questione? Quanto invece non è solo puro estetismo? Se fossimo in un contesto puramente artistico non avrebbe nemmeno senso porsi la domanda, ma visto che il premio riguarda il fotogiornalismo, me lo chiedo eccome!
Ne ho ricavato le impressioni che potete evincere dal titolo di questo post.
Una foto dopo l'altra cerca di creare, ogni volta che lo sguardo si sofferma su di essa, uno shock in piu', ma ormai senza piu' successo!
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| by Brent Stirton, South Africa |
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| INTERROGATION ROOM by Donald Weber. |
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| Massoud Hossaini |
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| Samuel Aranda, Spagna |
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