Dopo che una citadina intera, nella persona di Paul Magnette sindaco di Charleroi si era schierata contro un fototografo, nel caso Giovanni Troilo per il suo reportage "la Ville Noire", a cui era stato assegnato il primo premio nella categoria contemporary issue,
proprio sui vizi e virtu di questa cittadina, il sito di WPP elimina Troilo dall'elenco dei vincitori. La polemica sollevata dal sindaco è sul modo in cui il fotografo ha raccontato i fatti (o pseudo fatti). Ma il fotografo intervistato da Michele Smargiassi, si puo leggere tutta l'intervista su Fotocrazia, risponde che se pur si aspettava delle polemiche certo non credeva fossero di questo tenore, infatti dichiara di essere stato sempre limpido e chiaro anche nelle didascalie associate alle foto. Il punto sembra essere che alcune delle foto di Troilo siano in qualche modo costruite ad arte anche se poi effettivamente raccontano cio che avviene normalmente in alcuni posti di questa citttadina. Come ad esempio in una delle foto, quella nel parcheggio degli scambisti, Triolo ritrae suo cugino. E difatti il sindaco lo accusa di aver realizzato uno storytelling e non un reportage... La domanda che ci viene spontanea allora è: quanto questo tipo di fotografia giornalistica è vera rispetto a quella manipolata digitalmente ossia che differenza esiste tra le due posizioni? E rispetto anche agli esclusi per manipolazione digitale quanto cio è corretto?
Sembra che il comitato del WPP pensi effettivamente che ci sia un problema, infatti passando ora sul sito il nome di Triolo non compare piu tra i fotografi vincitori. Cio ci fa meditare....
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venerdì 6 marzo 2015
domenica 15 febbraio 2015
Professionisti vs dilettanti
Interessantissimo test fatto dal NPPA hanno preso 100 foto di foto-giornalisti e le hanno confrontate con altrettante di dilettanti facendole giudicare al pubblico. lo scopo del test era capire se il pubblico potesse accorgersi della differenza tra le foto scattate e registrare la loro opinione.
Le foto dei dilettanti sono normalmente utilizzate da organi di informazione le cosi dette User Generated Content, ossia foto che gli utenti forniscono gratuitamente.
Questo studio ha mostrato che nel 90% dei casi era possibile discriminare le foto fatte dai professionisti rispetto a quelle dei dilettanti. Nel contempo le persone interrogate si sono espresse in merito alla pubblicazione delle foto dei dilettanti dichiarandosi sfavorevoli e gradendo molto di più le foto dei professionisti. L'esito comunque risulta poco significativo poiché il numero degli intervistati era decisamente esiguo, ma è utile sapere che si potrebbe effettuare uno studio simile su larga scala e poter così influire sull'opinione di molti editori che ancora pensano che l'immagine a corredo degli articoli è di poco conto e che si possa utilizzare anche uno scatto banale e poco curato.
Le foto dei dilettanti sono normalmente utilizzate da organi di informazione le cosi dette User Generated Content, ossia foto che gli utenti forniscono gratuitamente.
Questo studio ha mostrato che nel 90% dei casi era possibile discriminare le foto fatte dai professionisti rispetto a quelle dei dilettanti. Nel contempo le persone interrogate si sono espresse in merito alla pubblicazione delle foto dei dilettanti dichiarandosi sfavorevoli e gradendo molto di più le foto dei professionisti. L'esito comunque risulta poco significativo poiché il numero degli intervistati era decisamente esiguo, ma è utile sapere che si potrebbe effettuare uno studio simile su larga scala e poter così influire sull'opinione di molti editori che ancora pensano che l'immagine a corredo degli articoli è di poco conto e che si possa utilizzare anche uno scatto banale e poco curato.
venerdì 13 febbraio 2015
Tante squalifiche al World Press Photo
Il Time ci segnala che nella prestigiosa gara tra fotogiornalisti,
Una riflessione che dovrebbe fare tutta la comunità dei fotografi sulla fotografia digitale e se sia o no lecita la manipolazione o fino a che punto. Per il fotogiornalismo esiste anche la questione etica, perchè se sto cercando di raccontare la realtà non dovrei aver bisogno di manipolare le immagini... ma a volte cio che una foto racconta è proprio quello che di suo mette il fotografo con l'enfasi. Un po come fa il giornalista usanto certe parole puttosto che altre.
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| Lars Boering, World Press Photo's new managing director |
il world press photo, molti fotografi finalisti sono stati squalificati per aver manipolato la o le loro immagini. Il Time parla del 20% dei finialisti che sarebbero stati esclusi per una manipolazione trascurata (non ben fatta leggasi evidente). Il concorso fotografico piu famoso al mondo ha negli unltimi anni inserito nel regolamento che il fotografo deve inviare anche il file grezzo (Raw), cosi da permettere alla giuria di verificare la manipolazione effettuata sulla foto finale. La manipolazione per il concorso non è consentita, cioè non si puo modificare l'immagine, ma nonostante le regole ferree alcuni sono riusciti ad arrivare fino alle ultime fasi del concorso. Sono però comunque stati squalificati prima della votazione finale.
Emblematico è il caso della sezione sport: qui i giudici hanno assegnato solo due premi anzichè tre proprio perche hanno preferito non premiare chi aveva manipolato la foto in barba alle regole del concorso. Gli organizzatori si sono stupiti della frequenza con cui vengono "aggiustate" le foto sia per togliere difetti estetici sia per aumentarne l'impatto visivo e quindi secondo i giudici modificare di fatto l'aspetto dell'immagine. Gli organizzatori vogliono aprire comunque un dibattito con la comunità internazionale dei fotogiornalisti per affrontare la questione e trovare delle soluzioni che aiutino ad elevare gli standards.Una riflessione che dovrebbe fare tutta la comunità dei fotografi sulla fotografia digitale e se sia o no lecita la manipolazione o fino a che punto. Per il fotogiornalismo esiste anche la questione etica, perchè se sto cercando di raccontare la realtà non dovrei aver bisogno di manipolare le immagini... ma a volte cio che una foto racconta è proprio quello che di suo mette il fotografo con l'enfasi. Un po come fa il giornalista usanto certe parole puttosto che altre.
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